“Franco Zeffirelli: o Realtà o Bellezza”

Pubblicato da nicolò di federico il

franco zeffirelli lavoro

Molti artisti, come la storia ci insegna, vengono apprezzati soltanto una volta finiti due metri sotto terra.
Alcuni vengo apprezzati 50 anni dopo la morte, altri 10, altri 100.
Nessuno di questi è il caso di Franco Zeffirelli: stimato e invidiato da tutto il mondo, ma forse non abbastanza, forse non abbastanza in Italia.

Riportare i motivi per cui Franco Zeffirelli è da considerare uno dei giganti del cinema mondiale non sarebbe né breve, né semplice.
Forse è una soltanto la parola che più identifica il cinema e l’arte zeffirelliana e questa parola è una dei perché il Maestro, specialmente all’estero, è considerato da decenni un mostro sacro del cinema: Perfezione.

Franco Zeffirelli è il miglior regista shakespeariano dopo Shakespeare.


Queste parole furono dette per la prima volta a Londra dopo la distribuzione nei cinema di Romeo e Giulietta nel 1968, con le bellezza abbagliante di Olivia Hussey nel ruolo di Giulietta e Leonard Whiting nel ruolo di Romeo.
Le stesse parole furono ripetute nel 1990 per Amleto, con Mel Gibson nel ruolo del principe danese e dei straordinari Helena Bonham Carter in Ofelia e Ian Holm in Polonio. Inglesi che dicono ciò di un regista italiano? Strano, vero? Eppure lo dissero di Zeffirelli.

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Perfezione, quel concetto sfiorato, forse toccato, da Zeffirelli, nella sua più grande e significativa opera: lo sceneggiato Gesù di Nazareth, del 1977. Basti citare alcuni nomi: Robert Powell (Gesù), Micheal York (Giovanni Battista), Anne Bancroft (Maria Maddalena), ancora la musa Olivia Hussey (Maria), Lawrence Olivier (uno dei più grandi attori di sempre, nel ruolo di Nicodemo), Anthony Quinn (Caifa), ancora il grande Ian Holm (Zera).
Servendosi di questi artisti, Franco Zeffirelli ha realizzato una delle migliori opere religiose cinematografiche di sempre, forse la più famosa e la più importante di tutto il mondo.

amleto franco zeffirelli
Perché perfezione? 

Zeffirelli era un esteta, un idealista: per lui, l’Arte era Idea, l’Idea Bellezza. Non ha mai sentito il bisogno di prodursi in quelle ambigue degenerazioni che alcuni chiamano “Riadattamenti”.
Come si può cambiare, come si può 
può “riadattare” Shakespeare? Come si può “riadattare” Gesù Cristo?
L’Arte è Perfezione e lui ha seguito la Perfezione per giungere all’Arte.

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Quante probabilità ci sono che Gesù Cristo avesse i capelli biondi e gli occhi azzurri, essendo nato in Palestina?
A Zeffirelli non importava. A Pasolini importava, guardate il “suo” Gesù Cristo nel “Vangelo secondo Matteo” (1964).
Per Zeffirelli, Gesù era un’Idea Perfetta e in quanto tale non poteva essere vincolata a canoni di realismo.
Per Zeffirelli, Shakespeare era il Sublime e in quanto tale immutabile, immodificabile, eterno.
Ma d’altronde, come può la Perfezione essere realistica, reale?
Come può la Bellezza Ideale essere umana?

gesu cristo franco zeffirelli

Questo voleva dirci, forse, Zeffirelli, con i suoi dialoghi complessi, i meravigliosi visi degli attori da lui scelti, le scene ieratiche e maestose.
Questo voleva dirci:

“Badate, la Perfezione che vedete non è vostra, non è di questo mondo. È pura Arte, pura Idea, pura Bellezza”.

E noi ti ringraziamo, Maestro.
Grazie per averci insegnato la Bellezza.

Le immagini sono prese da internet e dunque da considerarsi di pubblico dominio. Se l’autore avrà da ridire, non avrà che da contattarci e le sue opere saranno rimosse


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